Rendere accessibile un sito archeologico
Il progetto
Rimozione delle barriere fisiche e cognitive per consentire un più ampio accesso a Museo e Parco del sito archeologico di Bova Marina
Il Museo e il Parco ricadono nell’odierno territorio di Bova, lungo il versante ionico meridionale calabrese, afferente in età greca alla colonia calcidese di Rhegion (odierna Reggio Calabria) e frequentato fin dall’età preistorica. L’intera area affonda le sue origini nel mondo greco e la cosiddetta “Bovesia” o “area grecanica”, caratterizzata ancora dall’uso della lingua greca, ne è una significativa testimonianza. Il Parco sorge intorno ai resti riconducibili a una sinagoga portata in luce negli anni Ottanta del secolo scorso. In uso tra IV e VI secolo d.C., costituisce l’unica testimonianza architettonica della presenza ebraica in Calabria per questa età. Sito tra i più importanti del Mediterraneo, la sinagoga è la più antica in Occidente dopo quella di Ostia Antica e il suo ritrovamento ha aperto nuovi scenari sulla storia delle comunità ebraiche nella Calabria meridionale. Gli scavi hanno evidenziato due nuclei principali dell’edificio, costituiti da più ambienti, e un terzo che probabilmente costituiva l’accesso alla stessa sinagoga. Tutta l’area interessa una superficie vasta, che ricopre circa 10.000 mq.
Il progetto, volto a rendere la totalità degli spazi universalmente accessibili, pone l’attenzione sulle barriere architettoniche presenti, con la finalità di eliminarle. In particolare, gli interventi individuati riguardano:
- rifacimento dei percorsi carrabili
- rifacimento dei percorsi di visita degli scavi
- rifacimento dei percorsi pedonali e creazione di aree di sosta attrezzate
- installazione di un percorso tattile per ipovedenti nell’area espositiva museale.
Tale intervento è finalizzato al miglioramento della qualità degli spazi, promuovendo l’attività culturale della visita museale e rendendola universalmente accessibile, sia ai pedoni che alle carrozzine e agli autoveicoli elettrici di piccole dimensioni (golf car), per permettere anche agli ospiti a ridotta capacità motoria di visitare comodamente l’intera area.
L’arch. Antonio Malivindi, Direttore dei Lavori e Direttore tecnico della società AGIS S.R.L., ha scelto le soluzioni Green Ways per ricreare i percorsi interni al Parco che permettessero l’accesso alla cultura a chiunque.
I percorsi si dividono in pedonali e carrabili.
Il primo intervento: i percorsi pedonali
I primi sono stati posati utilizzando un ghiaino lavato locale color Mogano, trattato con il legante ecocompatibile ART PAVE®, evitando l’uso di cemento o resine.
L’arch. Malivindi ha voluto recuperare quanto presente in sito, evitando la demolizione delle vecchie pavimentazioni e usandole come base sulla quale posare la nuova pavimentazione drenante in ghiaino color Mogano trattato con ART PAVE®.
Sono stati quindi posati dei cordoli di contenimento a “L” di 3 cm d’altezza dall’impresa SF COSTRUZIONI, che ha poi mescolato il ghiaino con il legante ecocompatibile ART PAVE® in una semplice betoniera, per poi posarlo, staggiarlo e rullarlo.
L’impresa non aveva mai utilizzato ART PAVE®, ma dopo alcuni mq si è resa conto di quanto sia facile e veloce la posa, a differenza delle solite resine o dei prodotti cementizi.
Inoltre, esteticamente il risultato non ha confronti.
Il secondo intervento: l’area carrabile
Il secondo intervento si è svolto sull’area carrabile, dove si è riportato un inerte di cava trattato con il legante stabilizzatore ecocompatibile liquido SOLID PAVE®, per poi stenderlo manualmente all’interno del cassonetto creato in precedenza.
Al termine della posa e della compattazione si è applicato il legante antierosivo e antipolvere ecocompatibile liquido SOIL SEMENT®.
I colori degli inerti trattati con le soluzioni Green Ways sono rimasti invariati e le tessiture sono risultate molto naturali.







